Nella particolarissima autobiografia che ha composto a partire dalle lettere scambiate con il suo insegnante di Analisi Matematica alla High School, Steven Strogatz racconta fra gli altri un episodio che mi costringe a vedere me stesso nella luce che egli getta su di sé. Non accade spesso che un evento personale e segreto sia colto nelle parole di un altro. Allora capita di sentirsi quasi defraudati; o, al contrario, di sentire la conferma di una simpatia che era andata crescendo con la lettura. È come quando, per strada, cogliendo la somiglianza fra uno sconosciuto e una persona che ci è stata vicina molto tempo fa, crediamo assurdamente che il nostro sentimento sia ricambiato, che il nostro volto susciti nel passante la stessa emozione inafferrabile. In quei momenti il libro che stiamo leggendo ci legge a sua volta, perfino ad alta voce. Continua a leggere
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